Pensione di reversibilità 2019 Cosa fare ?

Guida alla pensione di reversibilità. Modalità per la presentazione e decorrenza dopo il decesso.

 

Pensione di reversibilità

Pensione di reversibilità o indiretta; Differenze:

In questo articolo si illustrano le differenze tra le varie tipologie di pensione ai superstiti, in particolare vedremo le differenze, le modalità, i tempi e gli importi che spettano al  beneficiario.

La pensione di reversibilità è una prestazione che viene riconosciuta ad alcuni familiari del pensionato deceduto iscritto presso una delle gestioni dell’INPS:

In particolare, la prestazione si chiama pensione di reversibilità se l’assicurato (o dante causa) era già pensionato al momento del decesso, e pensione indiretta se l’assicurato (o dante causa) lavorava ancora.

In particolare, la pensione indiretta si percepisce quando il lavoratore deceduto, senza essere titolare di pensione diretta, abbia comunque maturato i prescritti requisiti contributi minimi previsti dalla legge, ossia:

–  15 anni di assicurazione e di contribuzione (oppure 780 contributi settimanali), oppure;

– 5 anni di assicurazione e contribuzione (oppure 260 contributi settimanali), di cui almeno tre anni (oppure 156 contributi settimanali) nel quinquennio precedente la data del decesso.

A chi spetta

I limiti di reddito variano ogni anno, perché si basano sull’ammontare del trattamento minimo di pensione: nel 2019, l’integrazione al trattamento minimo è pari a 513,01 euro mensili.
La pensione ai superstiti viene ridotta se il beneficiario possiede anche altri redditi. La decurtazione della pensione di reversibilità, in tali casi, può variare dal 25% al 50%.

La pensione ai superstiti spetta al coniuge (se divorziato, per il diritto al trattamento deve essere beneficiario di un assegno divorzile), ai figli (sino a 26 anni se studenti universitari, sino a 21 anni, se studenti delle superiori, altrimenti sino alla maggiore età, o senza limiti di età se inabili) e, in mancanza, ai genitori over 65 senza pensione o ai fratelli ed alle sorelle inabili.
Perché possa essere riconosciuta la reversibilità ai familiari diversi dal coniuge, è necessaria anche la vivenza a carico del defunto: la vivenza a carico è presunta per i figli minori, mentre deve essere provata per gli altri familiari. Si illustrano di seguito i casi di parentela nel particolare:

  1. CONIUGE DEL DEFUNTO

– Coniuge superstite, anche se separato; purché il dante causa risulti iscritto all’Ente prima della sentenza di separazione; se il coniuge è separato con “addebito” (cioè per colpa), solo se è titolare di assegno alimentare a carico del coniuge deceduto;

– Coniuge divorziato, se è titolare di assegno di divorzio e non ha contratto nuovo matrimonio, purché il dante causa risulti iscritto all’Ente prima della sentenza di divorzio.

* Nel caso in cui il coniuge deceduto abbia contratto un nuovo matrimonio, la percentuale di ripartizione dell’unica quota di reversibilità tra il coniuge superstite ed il coniuge divorziato è stabilita dall’autorità giudiziaria con motivata sentenza su istanza delle parti interessate.

* In caso di morte di uno dei due coniugi titolari della pensione di reversibilità, al coniuge sopravvissuto viene attribuita la quota intera.

* In caso di nuove nozze, il coniuge perde il diritto alla pensione di reversibilità e allo stesso viene liquidata, una tantum, una somma pari a 26 volte l’importo della pensione percepita alla data del nuovo matrimonio.

  1. FIGLI DEL DEFUNTO
    (legittimi, legittimati, adottivi, naturali, legalmente riconosciuti):

La pensione di reversibilità spetta ai figli del defunto nei casi in cui sono:

  • minori di 18 anni;
  • studenti di scuola media superiore di età compresa tra i 18 e i 21 anni, a carico del genitore deceduto e che non svolgono attività lavorativa;
  • studenti universitari per tutta la durata del corso legale di laurea e, comunque, non oltre i 26 anni, a carico del genitore deceduto e che non svolgono attività lavorativa;
  • di qualunque età se a carico del genitore deceduto e se inabili al lavoro ( nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere attività lavorativa)
  1. NIPOTI DEL DEFUNTO

che la Corte Costituzionale ha equiparato ai figli legittimati includendoli tra i destinatari della pensione di reversibilità, purché di età inferiore ai 18 anni e a carico del dante causa, anche se non formalmente affidati allo stesso.

  1. GENITORI DEL DEFUNTO

(in mancanza del coniuge, dei figli e dei nipoti):

  • con almeno 65 anni di età;
  • non siano titolari di pensione diretta o indiretta;
  • a carico del dante causa al momento del decesso.
  1. FRATELLI E SORELLE DEL DEFUNTO

(in mancanza del coniuge, dei figli, dei nipoti e dei genitori):

La pensione di reversibilità spetta ai fratelli e/o sorelle solo se questi risultino rispettivamente celibi e/o nubili e siano:

  • inabili al lavoro ( nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere attività lavorativa)
  • a carico del lavoratore defunto;

La condizione “a carico” si configura come uno stato di bisogno determinato dalla non autosufficienza economica e dal mantenimento abituale da parte del dante causa quando il superstite percepisce un reddito non superiore all’importo del trattamento minimo di pensione maggiorato del 30%.

A quanto ammonta.

L’importo della pensione di reversibilità, che decorre dal 1° giorno del mese successivo a quello del decesso del lavoratore ovvero del pensionato, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda, corrisponde a una percentuale della pensione che era in pagamento al pensionato deceduto o che sarebbe dovuta essere liquidata.

Le percentuali da applicare variano in base ai familiari aventi diritto:
60%, solo coniuge;
70%, solo un figlio;
80%, coniuge e un figlio oppure due figli senza coniuge;
100% coniuge e due o più figli oppure tre o più figli;
15% per ogni altro familiare, avente diritto, diverso dal coniuge, figli e nipoti.

Qualora abbiano diritto a pensione i figli, oppure i genitori o i fratelli o sorelle, le aliquote di reversibilità sono le seguenti:

un figlio: 70%;
due figli: 80%;
tre o più figli: 100%;
un genitore: 15%;
due genitori: 30%;
un fratello o sorella: 15%;
due fratelli o sorelle: 30%;
tre fratelli o sorelle: 45%;
quattro fratelli o sorelle: 60%;
cinque fratelli o sorelle: 75%;
sei fratelli o sorelle: 90%;
sette fratelli o sorelle: 100%.

Decorrenza della pensione.

La pensione di reversibilità decorre dal mese successivo alla data del decesso del pensionato o dell’assicurato, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda di pensione.

Limiti di reddito.

I limiti di reddito variano ogni anno, perché si basano sull’ammontare del trattamento minimo di pensione: nel 2019, l’integrazione al trattamento minimo è pari a 513,01 euro mensili.
La pensione ai superstiti viene ridotta se il beneficiario possiede anche altri redditi. La decurtazione della pensione di reversibilità, in tali casi, può variare dal 25% al 50%.

Come fare la domanda.

Per richiedere la pensione di reversibilità 2019, occorre presentare domanda telematica all’Inps, previo possesso di Pin dispositivo o di credenziali SPiD, oppure, in alternativa, è possibile recarsi presso un Caf o Patronato.
La domanda deve essere redatta su apposito modello, ossia “pensione reversibilità S01” a cui vanno allegati:

  • l’autocertificazione del certificato di morte, certificato di matrimonio e dichiarazione sostituiva stato di famiglia alla data del decesso;
  • dichiarazione di non avvenuta pronuncia di sentenza di separazione con addebito e di non avvenuto nuovo matrimonio;
  • dichiarazione sul diritto alle detrazioni d’imposta;
  • dichiarazione del reddito;
  • modalità di pagamento bonifico bancario p assegno se l’importo è minore dei 500 euro.

Come ottenere la prestazione.

E’ necessaria la domanda di pensione. La domanda, può essere presentata agli Uffici centrali o periferici dell’Ente, sia direttamente sia tramite Patronato, ovvero on line collegandosi direttamente al sito. Alla domanda deve essere allegata la seguente
documentazione:

  • certificato di morte (autocertificazione)
  • certificato di matrimonio (autocertificazione)
  • stato di famiglia alla data del decesso (autocertificazione)
  • dichiarazione di non avvenuta pronuncia di sentenza di separazione con addebito e di non avvenuto nuovo matrimonio
  • dichiarazione sul diritto alle detrazioni d’imposta
  • dichiarazione reddituale
  • modalità di pagamento

Inoltre:

  • nel caso di pensione di reversibilità indiretta di assicurato, dichiarazione del datore di lavoro relativamente all’attività lavorativa del dante causa degli ultimi due anni;
  • nel caso di domanda di pensione di reversibilità presentata dal coniuge legalmente separato con addebito, copia della sentenza di separazione legale;
  • nel caso di domanda di pensione di reversibilità presentata dal coniuge divorziato, copia della sentenza di divorzio. Nel caso esista anche un coniuge superstite, il coniuge divorziato deve rivolgersi all’autorità giudiziaria per la determinazione della percentuale di ripartizione dell’i mporto di pensione;
  • nel caso di figli studenti, certificato di frequenza scolastica o universitaria;
  • nel caso di figli maggiorenni studenti o inabili di qualsiasi età, di nipoti, di genitori di fratelli celibi o sorelle nubili, dichiarazione reddituale per la verifica della condizione “a carico”;

I moduli per la domanda di pensione e per le dichiarazioni da allegare sono reperibili nella sezione MODULISTICA sul sito INPS.

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